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Attestati e Giudizi
Giudizi Critici Vari
“…E’ incredibile come Paolo Musolino riesca a “dialogare con l’anima, come sia capace a far ruotare il suo mondo attorno alla propria esperienza esistenziale soffusa di intensa fragilità del rapporto col prossimo…In tutta la sua poesia si raffigura un vissuto semplice velato da un’impronta morale e religiosa…”
Prof Antonio Guidi “ Accademia della Poesia” Firenze, 10.10.07
… …
“ …Si riscopre in tutta la poesia di Paolo Musolino una corrispondenza tra l’io e la realtà, la necessità di scavo interiore,la decifrazione dei “sussurri” che l’anima ci offre;”voce” spesso inascoltata che richiama l’uomo ai suoi doveri, spinta a scoprire i valori dimentichi, che soli caratterizzano l’individualità di ognuno…”
Prof.ssa Maria Donata Battaglia Messina, 15.12.07
“Poesia, quella di Paolo Musolino che scalfiscono la coscienza sociale con versi incisi e attenti. Da esse scaturiscono tutti gli aspetti più genuini dell’anima che sembrano trasudare malinconia e languore ma anche a volte rassegnazione”
Prof. Umberto Gigli Torino, 12.02.08
“Encomiabile l’intenso mondo poetico di Paolo Musolino, altamente positivo nel campo della poesia contemporanea.
… …
Una sfera sottile che coinvolge la realtà e gli uomini dove le “anomalie” sono motivo di pietas…”
Prof.ssa Luciana Aversano Napoli, 18.03.08
“Ho avuto modo di conoscere personalmente il Musolino durante un convegno sulla poesia tenutasi a Messina…Ho parlato a lungo assaporando la dolcezza del suo reale sentimento…Oggi siamo immersi in un contesto caotico, senza certezze dove il ritmo della vita mette a repentaglio ciò che dovrebbe invece essere l’inizio della nostra ricerca intellettuale e spirituale. Non è facile trovare,tra i molteplici pensieri che aggrovigliano oggi la nostra mente, quello capace di aggredire la durezza della vita. Musolino ne è consapevole, per questo con la propria poesia tenta di aggredire “la durezza” della vita materiale fino a giungere al punto di poterla ammorbidire…”
Dott. Mario Carraro Messina, 05.04.08
“La poesia di Musolino andrebbe letta con particolare attenzione, magari in un momento specifico e tranquillo. Vi è infatti nella sequenza di alcuni componimenti,una scia di simboli e metafore inusuali che assieme alla molteplicità di alcune frasi “spezzate”, rivelano veri e propri condensati di verità, di assilli interiori che sottolineano travagli di pensiero, di anima,di amore…E’ proprio l’amore è vissuto come una forte tentazione emotiva che egli comprende e che allo stesso tempo ne rivela la ricerca,l’identità.
I temi che affronta testimoniano la propria vocazione poetica,basti pensare con quanta forza e significato sottolinea i mali che affliggono il mondo, generando nel lettore una sorta di riflessione e presa di coscienza di fronte alle follie umane. Il mio augurio è che paolo Musolino possa continuare sulla via intrapresa e raggiungere sempre nuovi traguardi.”
Prof. Andrea Bellucci Firenze, 02.04.08
“Mi è oltremodo gradita l’occasione di porgere la mia testimonianza di stima e di ammirazione verso questo giovane poeta,Palo Musolino,in relazione al suo secondo volume di poesia “La presenza nascosta della luce” che esce a distanza di anni dall’altro suo libro “ Nell’Ombra della sera” edito a soli sedici anni! Nonostante la sua giovine età, Musolino non è nuovo all’attività letteraria, se si pensa che suoi lavori sono stati pubblicati, negli anni passati,da periodici e riviste culturali…
(…)
Quindi un giovane dotato di estrema sensibilità. Sensibilità che riserva nella sua poesia ricca di filosofia senza presunzione, nella quale il lettore può attingere suggerimenti che provengono dal quotidiano, dalla realtà, dalle esperienze d’ombra e di luce.
Mi piace concludere con alcuni versi che egli stesso scrive e fanno riflettere: …-Scenari di presenze/deprimono umiliante/il vocifero suono/del flebile soffio lenitore./…e dite che IO sia folle…!? - E poi ancora: -…/Amore./Quell’amore mai pago/universale/che comprendo/conosco/anelo//Che vorrei/io/possedere/e invece dono.-
Ecco chi è Paolo Musolino!
Cav. Enrico Bugli Perugia, 05.04.08



INTERVISTA A PAOLO MUSOLINO
DI ROBERTA BAGNOLI
DA FIRENZE
POETA
Cosa Significa per Lei , Paolo Musolino,la poesia e che valore ha nella sua vita?
La poesia è puro sentimento, è l’espressione del sentimento…
Essa è una virtù capace di svolgere la funzione di conciliatrice, ritrovare dunque se stessi
vivendo in modo essenziale emozioni che altrimenti andrebbero perdute.
Nella mia vita, svolge un’azione di primaria importanza, oserei dire,
in quanto quando scrivo , le immagini si intrecciano alle parole e tutto si fonde in effetti particolari…
E’ proprio in quell’istante che l’anima si ritrova.
Così cerco di scoprire il segreto dell’intimità della vita decifrando corrispondenze tra l’io e la realtà
scavando interiormente, quasi a schiudere “decifrata” la parola, parola che giunge come sacerdotessa salvifica, atta a voler riempire quell’ottuso silenzio che intorno spesso si crea.
Quando Si è sentito o scoperto poeta.
Mi son sentito poeta da sempre, almeno interiormente…
Sin da bambino già avvertivo delle sensazioni profonde che spesso non riuscivo a comprendere,
una emotività particolare la mia che arrivava a percepire di ogni cosa pura la sfumatura che attorno
altri non avvertivano…
Per questo spinto da una sorta di richiamo intimo, sono riuscito a plasmare e quindi,riversare sui fogli
quest’innata percettibilità…
Nell’età dell’adolescenza allora, nascono le prime opere , sui banchi di scuola, che mi hanno aiutato a capire e comprendermi meglio.
Non a caso proprio in quel periodo composi la prima raccolta : “Nell’Ombra della sera”, avevo appena compiuto 16 anni…
Qualcuno lo ha invogliato a scrivere e aiutato a scoprire il fascino della dolce musa del cuore?
Come prima spiegavo, questa mia particolare sensibilità è sempre esistita in me, innata,
pertanto nessuno mi ha mai invogliato a scrivere, ma tanti mi hanno aiutato invece a comprendere che, quel che poteva sembrare il fascino o l’”infatuazione” del momento, o un semplice esercizio di laboratorio un giorno sarebbe potuto ampliarsi e delinearsi …Quindi i professori del tempo che dotati di acume e perspicacia , incitandomi mi hanno incoraggiato a non accantonare questo mio lato che nascondevo ,forse un po’ per non essere frainteso… Basti pensare che all’epoca già i salotti letterali della mia città cominciarono a parlare di questo ragazzino –“assai particolare”-, come asserivano gli illustri componenti del tempo.
Quale genere di poesia sente congeniale alle corde del Suo sensibile cuore?
La poesia in generale, ma quella vera, non quella costruita a tavolino, quella che nasce semplicemente ,
ad esempio quando meno te lo aspetti.
Credo che essa infatti sia un’arte, ma un’arte completa capace di trasmettere il proprio messaggio.
Poi amo molto la poetica introspettiva che sento molto vicina alle mio essere appunto, e quella catartica.
Di quest’ultima tento infatti di unire percezioni sonore con quelle visive originando ad esempio il calligramma che sa coniugare la libertà delle forme metriche con il dettato poetico.
C’è un poeta che è riuscito maggiormente a influenzarLa più di altri nel Suo percorso di conoscenza e scoperta della poesia?
I poeti che particolarmente prediligo sono molti, ma nessuno in concreto mi ha molto influenzato
in quanto credo che ogni poeta rechi un modo personale di vedere le cose …
Anche se amo leggere molto quelli classici , il mio preferito è Dante Alighieri, per il proprio messaggio,
per il modo di scrivere e per la storicità che nelle sue opere egli ha trasferito.
Poi ci sono tutti i poeti del periodo ottocentesco con la visione dell’infinito che può dare ad esempio il Leopardi
fino a giungere a tutto il novecento: Montale, Ungaretti, Quasimodo ,Pascoli, Cardarelli.
Tra i contemporanei, per così dire è Pablo Neruda con la sua completa e pacata visione e concezione dell’amore.
Scrivere versi Le è d’ aiuto nella vita o Le crea problemi di relazione o di altro genere.?
Questa è veramente una bella domanda!. Forse per rispondere impiegherei molto tempo e dovrei andare a chiarificare tante cose. Comunque cercherò di farlo, seppur per sommi capi, sperando di rendere al meglio l’idea… Bisogna infatti chiarire cosa si intende per aiuto.
Nella vita scrivere versi per me è stato e lo è tutt’ora, come rinascere, in quanto vivo emozioni in modo essenziale, dicevo, e questo dunque mi aiuta a rimanere me stesso, a essere perciò spietatamente vero verso non solo me stesso appunto, ma soprattutto verso gli altri.
Certamente mi accorgo che viviamo in un’ epoca in cui certe idee, certe sensazioni, possono apparire superate, inadeguate , poiché la vita è molto intessuta di modernità e che lo spazio per la riflessione diviene ogni giorno sempre più esiguo.
Proprio per tale motivo la poesia è un aiuto, svolge pertanto funzione di lenitrice, ma soltanto in una prima fase,infatti dopo aver messo sulla carta i propri versi, arriva la… presa d’atto, per così dire, che può tramutarsi in sofferenza e il momentaneo piacere che accompagna la soddisfazione della meta raggiunta è fugato dall’insorgere di nuove mete e nuove ispirazioni.
Tutto questo però non è da confondere, e mi preme sottolinearlo, come una sorta d’insoddisfazione…
Pertanto il poeta ha un pesante compito : risvegliare le coscienze altrui.
Mi accorgo che non è assolutamente facile e spesso, per questo bisogna pagare a caro prezzo questo modo di..essere. Non tutti comprendono chi realmente sei , ciò che vuoi dire, anche se per carità, non devo dimostrare nulla a nessuno…ma far parte di questo mondo vuol dire anche accettare tutto ciò che intorno vive nell’oblio , consapevole che alcuni valori si perdono sempre di più , “digerendo”, mi si passi il termine,se pur con fatica, una sorta di quasi schernimento e lo “scrollare “ ambiguo di gente che purtroppo crede d’essere tutto , di sapere tutto…
Chi è Paolo Musolino, quali sono i suoi ideali, le sue qualità peculiari, le sue aspirazioni e i suoi limiti?.
Paolo Musolino è un uomo normale, un uomo che vive , che lavora , che però conserva silenziosamente una concezione interiore ben delineata e sa dove vuole arrivare…
La famiglia è la cosa a cui tengo più di ogni altra cosa, il mio desiderio è quello di poter , un giorno constatare che mia figlia possa giungere a quelle mete che io stesso non ho potuto raggiungere e che ella st possa rimanere ben saldata a quei valori che cerco di insegnarle.
Mi definisco una crisalide dove la personalità avvolte si sdoppia.
Si sdoppia nell’essere io uomo e io Poeta…
Molta gente infatti non conosce tante mie attitudini, (perdonerete la mia pecca, per così dire, di modestia, ma sono consapevole di averle), che serbo nascoste, proprio perché non mi diletta apparire.
La mia predisposizione verso il prossimo è molto forte e mi appaga quando svolgo qualcosa che riesca ad
essere utile agli altri,sono infatti impegnato nel sociale con azioni di volontariato… Quello che vorrei è solamente che rimanesse di me qualcosa di quel messaggio che spesso dalle mie composizioni appare.
Non riesco a sopportare l’ottusità e le idiozie, capirete dunque, quanto io possa trovarmi non molto ben…”ambientato”intorno a questo mondo che spesso è capace di creare solo falsità…
Certamente i limiti sono gli stessi, per l’uomo, quanto per il poeta a dividerli però è la presenza della luce, ovunque ve ne sia bisogno.
Non a caso è proprio questo il messaggio che ho voluto “lanciare”nell’ultima mia opera pubblicata:
“La presenza nascosta della luce”.
Come vive le Sue idee , i Suoi sogni di poeta nella società attuale in piena crisi morale ed economica?
Sembra che le tue idee e le tue aspirazioni siano qualcosa di irraggiungibile, e forse, guardando la società attuale, effettivamente è realmente idilliaco volerle affermare.
Quindi ci si sente avvolte un pesce fuor d’acqua ma consapevole di far parte di questa terra, e consapevole di poter far qualcosa…pur non disconoscendo che qualsiasi cosa si possa attuare è semplicemente una goccia in un mare salato.
Su questo concetto ho scritto una massima che vorrei, se mi è concesso, rammentare:
-La goccia del mare non si chiede quanto importante sia la propria esistenza, essa è il mare…-
E dei tanti sogni, perché infondo tutti serbiamo, se pur inconsapevolmente dei sogni ,sono convinto che essi possano aiutare a vivere, ma bisogna rimanere ben piantati con i piedi a terra, come si suol dire, per non perdere di vista ciò che attorno accade. Essere poeta non è avere la testa per aria…
Secondo Lei è possibile ancora credere o almeno sperare che la poesia possa salvare l’uomo.
L’unica cosa che è capace di salvare l’uomo è la redenzione.
Mi accorgo che questo possa trovare un riscontro in chi è credente, ma per chi non lo è, la redenzione deve essere quell’alba in cui si riuscirà a intravedere che quel che è stato fatto durante tutta l’esistenza non abbia portato a delle conseguenze deleterie agli altri.
Pretendere la propria redenzione, pertanto significa essere già redenti, significa già essere oltre il confine, anche se la voce può, per certi versi, essere ridotta a briciole e l’infinito tarda ad arrivare.
La poesia può aiutare in tutto questo, purchè riesca a compenetrare, scalfire le coscienze altrui, come più volte ho affermato. Se la poesia riuscirà in questo intento, a noi miseri mortali, non è dato conoscerlo.
Quanto essa sia capace di risvegliare il nostro io interiore dipende dall’individualità di ognuno e dal messaggio che sapremo instillare .
Ma si può sperare che la poesia sia una delle tante tessere che compongano un disegno, il disegno della salvezza dell’uomo.
Come vede il Suo futuro di uomo e di poeta?
E’ il passato, in quanto tale, che conosciamo di noi stessi.
Del futuro non ci è dato sapere cosa esso ci riservi, però giustamente, possiamo tentare di immaginarlo, intravederlo, avendo la certezza che esso sarà, in fondo la proiezione del nostro presente.
Quello che riusciremo a fare, sarà il nostro futuro.
Mi figuro per tal ragione , che come uomo continuerò a svolgere normalmente la mia vita,
assolvendo tutti i miei compiti,( tutti abbiamo un compito su questa terra),assaporerò per tanto:gioie, dolori, tristezze, soddisfazioni, colpi bassi, alti e quanto altro ancora la vita stessa mi riservi…
Vivendo con animo “spiegato” riuscendo a trarre da ogni situazione , positiva o negativa che sia,qualcosa che riesca a migliorarmi. Guai infatti a chi non si migliora!
Mi piacerebbe vedermi accanto ai miei affetti, soddisfatto d’aver dato ad ogni singolo componente il meglio di me stesso, e perché no! Ricevere anche qualcosa …
Come poeta so per certo che non mi fermerò, continuerò, se pur metodicamente, a ritrovarmi con la mia penna a trasferire, sui lembi ignudi ,dei miei amici fogli, sempre di più, i messaggi interiori e le mie sensazioni. A qualcuno, alla fine dovrà pur servire questa mia …”perdita di tempo”!!!
Sinceramente uscendo dal Suo pensiero soggettivo come vede il nostro orizzonte reale?
In Lei prevale l’ottimismo o il pessimismo?
E’ questa è un’altra bella domanda!!!
Cosa proveremmo se l’orizzonte non fosse più tale e quindi raggiungibile?
Non avremmo più quell’anelito interiore atto a volerlo raggiungere,
ma raggiungerlo è impossibile…
Solo il pensiero può osare dove altro non può, è il mio ,credo sia orfano di qualunque …”ragione”…
Subentra così una concezione dove appare l’umano oltre l’uomo perché la vita è terreno fertile da attingere la voglia, mai appagata, di scavarsi dentro, per non smarrire la porzione di eternità.
Le vette delle montagne si fanno più alte quando ci avviciniamo ad esse…
Ma allora non esiste la fiducia? Si che esiste ed esiste perciò l’ottimismo ma a tratti anche esso si tramuta in pianto…
Come il mito della fata morgana: lei insegue e sfugge, bacia e respinge, alletta e tormenta, come vivere e “morire” in uguale altalena insomma.
In sostanza l’ottimismo appare , quando l’armonia della “parola interna” ha il potere di catturare con la sua squisita finezza,ma avvolte proprio per questo sorge il pessimismo, una sorta di dissidio interiore perché
non è facile far udire, senza stravolgerne il significato, la voce di quest’interna parola…
Si sente in simbiosi con il Poeta che è in Lei o avverte un dissidio, un’inquieta scissione?
Come prima dicevo:
essere poeta è sentire ciò che glia altri non sentono avvertendo alcune sensazioni che gli altri non avvertono.
Ho sempre “sentito” e… “ascoltato” pertanto Paolo Musolino è il poeta e il poeta è Paolo Musolino in un’inscindibile tutt’uno…
Quale consiglio, se lo ritiene necessario, Si sente di dover dare ai giovani che vogliano cimentarsi in questa nobile arte?
Dare consigli non sempre è facile, spesso si corre il rischio di apparire …dispensatore di ammaestramenti e dunque ..”arrivato”, ma vale la pena correre tale rischio se di mezzo c’è un valore così nobile quale è appunto la vita dei giovani.
Fare poesia è una dote innata, poeti non si diventa, ma si nasce…
Certamente ci si può riscoprire, anche quando meno si sa o si aspetta, ma interiormente bisogna sempre possedere dei valori ,degli ideali cui credere e combattere.
Chi abbraccia quest’arte dovrà sapere che troverà sul suo cammino tanta falsità, tanti sorrisi ingannevoli che lo spingeranno a “mollare”, ma se il poeta è un vero poeta continuerà, a costo d’esser …schernito, perdonerete questa mia nota leggermente polemica, ma forse rendo ancor meglio l’idea di quello che voglio dire: la poesia per alcuni, appare come qualcosa d’inadeguato oggi nella modernità in cui viviamo…
Dunque il giovane che voglia cimentarsi in questa nobile arte deve prendere coscienza di possedere grandissima una forza , ma prima deve raggiungere alte vette per poterla usare e …amministrarla.
Se non riuscirà a confondersi davanti a tutto ciò allora sarà un vero poeta e chi della poesia conosce la superba forza, indietro non reitera!
Concludendo la nostra piacevole e profonda chiacchierata Le chiedo : -Si sente appagato come artista in questo momento? E ha un progetto o un sogno nel cassetto da realizzare?-
Francamente si, mi sento molto realizzato come artista, basti pensare gli enormi successi che sto riscontrando con le mie pubblicazioni, soprattutto negli alti ambienti letterari che contano.
In ultimo il conferimento Honoris Causa, direttamente da Roma, di Benemerito della Cultura Italiana
avvenuto l’anno scorso, ma non vorrei apparire un ..auto- incensitore per tanto non continuerò con
l’esporre ne nomi ne ambienti particolari che oggi si interessano al mio scrivere, chi ne fosse interessato troverà il modo di potersi documentare all’attività di poeta e scrittore cui svolgo
Avvolte le soddisfazioni e le gratificazioni sono la vera panacea, per gli artisti, non è un male ammetterlo.
E in special modo , in questo periodo per me di questi momenti se ne sono schiusi tanti.
Di sogni particolari ?... mi accontento di vivere di quello che ho, purchè rimanga intatto così nel tempo, anche se le cose mi rendo conto cambieranno. Progetti artisticamente parlando ne ho tanti, alcuni si realizzeranno fra un po’ di tempo , in quanto già pianificati, altri sono già al vaglio e chissà…
Grazie a Paolo Musolino per averci fatto “entrare” nel suo mondo e per averci permesso di conoscere da
Vicino, un uomo che ha l’anima del poeta, particolarmente attento e sensibile ai problemi della vita e ai sentimenti dei singoli individui, abbracciando terra, cielo e divenendo cantore essenziale di un messaggio di pace e di amore universale.
E io Ringrazio Lei per l’efficacia e la pertinenza delle Sue domande volutemi erigere così sapientemente Dunque grazie per il tempo dedicatomi.
Firenze 12.11.2008
Roberta Bagnoli
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Rivista Culturale
a cura di"Michele Zefferino e Cinzia Baldini"
“LA PRESENZA NASCOSTA DELLA LUCE”DI PAOLO MUSOLINO..“Scorre Sacerdotessa Salvificala parolaSmussaSpianaSpuntal’affettato morso del vuoto.”.Con questi versi pregni di intrinseco e corposo significato voglio presentare l’opera di Paolo Musolino, opera simbolica che svela già nel titolo il percorso ed il messaggio stesso dell’Autore.E’ poesia che sgorga dall’anima di un uomo che ha fatto del silenzio, della sua sensibile e complessa interiorità ragione e sentimento del suo stesso esistere, scrive infatti: “Il mio esistere è nascosto in una briciola di eternità.” Leggendo le sue liriche non si può rimanere “indifferenti”, si rimane colpiti, oserei dire quasi “trasformati” e chi come me ama, “masticando” con amorevole riverenza e dolce passione la cara Musa non può che rimanerne intimamente appagato. Il Poeta attraverso metafore stilisticamente superbe e raffinate dialoga con se stesso e si offre al lettore in un dolce e catartico delirio di parole e di sentimenti: “E sono piramide scagliata all’ignoto divenire profuso d’un volo di sillabe.” Egli cerca di uscire da se stesso per cercare d’afferrare quel velo di mistero e di arcano divino che da sempre ha incantato ed attratto l’uomo ed è così che “La voce si spiega narrante a decifrare delle parole le pagine del messaggio divino che per entrare nei segreti assoluti dovremo divenire come bambino…” Paolo Musolino sente palpitare in sé viva e lucente, quella goccia di luce divina, quella “nascosta presenza” e vuole offrircela, vuole svelarla, vuole vestirla di parola silente e gocciolante di calda verità, esortandoci a: “Non inseguire quel che tu credi sia il mio abbandono perché al di là mi rischiara la presenza nascosta della luce.” E così con umile consapevolezza diventa ai nostri occhi essenziale profeta della “sua verità universale”, osserva con occhio crudo ed impietoso la realtà che lo circonda e vede: “Poteri d’ombre fabbriche d’illusioni sciocche lotte che il tempo insistente assiduamente scioglie slegandone i nodi…” e come un pittore attento, compassionevole tratteggia le bellezze e le brutture del mondo, ne avverte le contraddizioni laceranti: “Desolato è il mondo represso nello scenario del rigonfio ventre.” In sostanza ne vive sulla propria pelle le disarmonie crudeli, inique e verso dopo verso in un crescendo sofferto, solitario, esistenzialista ne sviscera la “noce”: “Esco dalla mia noce per giungere a me stesso”, delineando il nucleo fondamentale della sua poetica che emerge da un’introspezione soggettiva, egli parte dal sé, dal sé inquieto, insoddisfatto e desideroso di un riscatto oggettivo per approdare all’essenza, all’idea dell’infinito che sente e vagheggia quale sua intima aspirazione, arrivando a scrivere con dolore: “Leverò anche dal distinto seggio i piedi sudici e forse poserò un giorno altrove della prua il misero vascello disfatto.” E’ una poetica di largo ed alto respiro che affonda le sue radici nell’esistere e nel restare attaccato alla terra, quale punto di partenza per sollevarsi ed aspirare all’orizzonte azzurro del cielo, sorgente e punto di ritorno, Alfa ed Omega dell’universo e della vita stessa, afferma l’Autore: “Lustrati abbagli in contrasto colmano archi di trionfo, si svincola un tragitto la limatura diviene cielo. Affiora un principio dove l’Alfa e l’Omega sferrano opposti i volumi.” I suoi versi sono palpiti di viscerali emozioni e risentono dell’intimo travaglio di un’anima sensibile, particolarmente portata a scrutare, a captare intuizioni percettive che vanno oltre i sensi per farsi messaggere dello spirito divino ed universale del bene che il Poeta tratteggia con versi accorati: “Indistruttibile splendore sublime linfa d’amore non chiedermi ancora se amo, godo l’eterna armonia universale per cui il battito assoluto sento del mondo.” Ed ancora sussurra con voce accorata: “Impreciso reame il sussurro d’amore (quello universale ) aggrovigliato vagante su velluti di pietre s’infrange.” Egli tratteggia ed incarna attraverso la sua penna dolente e a tratti quasi crudi e realistici, un pessimismo cosmico che ha la doverosa necessità di naufragare nel mare salvifico della luce divina per offrire una risposta a diradare le pesanti nebbie che offuscano lo scenario reale ed afferma con intima convinzione: “Sentilo nel soffio di cui ti ha colmato da che respiri e sei. Quando non sai perché il cuore avvampa è Lui che in te si manifesta.” L’Autore soffre e sente sulle sue spalle il peso della caducità del vivere, conosce il volto della solitudine e sa che nessun altro essere potrà colmare quella pesante e assurda distanza, dovrà imparare a conviverci, dovrà misurarsi con il suo “io interiore” e lì nel suo immenso silenzio potrà trovare una risposta, una risposta che seppur relativa, sempre esigua e caduca, è la sola che può avvicinarlo a quella verità d’amore e di luce, unico scopo per il quale egli si sente utile e investito a vivere, continuando il suo cammino. Ed un interrogativo lento e assillante si fa strada nel suo cuore ed accompagnerà profondamente il suo iter poetico: “Si tratta di percepire se della parola la mia voce è invano.” E’ un lento e perseverante sentiero, intrapreso con forza e volontà, come ricerca personale che sfocia in una benefica missione, una necessaria esigenza che il poeta avverte in quanto egli s’incarna nella figura di vate umile: “E’ impossibile fiatare senza farsi male.” Egli veste i panni di un fiero e dolce missionario, offrendoci parole di sale che hanno la purezza dell’amore, la durezza della verità e la chiarezza della luce, la luce vera quella che sorge all’alba e lievemente, con grazia dirada le nebbie castranti, fugando le ombre illusorie e tentatrici dell’oscurità della notte: “L’ombra originaria, puro solitario alloggio propaga pregevole visione sublime della luce.” Leggere Paolo Musolino, è sollevare un sipario, è fare un viaggio intorno al pianeta uomo per viverne le intime contraddizioni, per scoprirne la calda e profonda umanità, è assaporare la gioia della Poesia, sentendo un dolce, struggente richiamo a vagheggiare e oltrepassare quel limite di finito per esplorare….il dolce oblio dell’infinito. E’ in sintesi conclusiva un vero diletto per la ragione ed un dolce sollievo per l’anima assetata di quiete, di pace e di amore puro, è una meravigliosa certezza di calda presenza come oasi di serenità, lungamente agognata nel vuoto deserto a cercar: “Amore. Quell’amore mai pago universale che comprendo conosco anelo che vorrei possedere io e invece dono.”.
Roberta Bagnoli
Autore: PAOLO MUSOLINOISBN: 978-88-7351214-1
Pag.:183, € 10,00Casa Editrice: Città del Sole
Edizioni s.a.s.Prima edizione:
giugno 2008Genere: poesia introspettiva
29.11.2008