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EVENTI
Lunedi 30 Giugno 2008
E’ uscita la seconda pubblicazione di poesia di Paolo Musolino:
“La presenza nascosta della luce”.
Edizioni Città del Sole Reggio Calabria.
ISBN
978 88 7351 214 1
E.10,00
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Dalla Prefazione del Prof. Aldo Maria Tarciso
(Università La Sapienza Roma):
…Vi è nell’opera di Musolino la certezza di una condizione umana in bilico tra la speranza e l’angoscia, la certezza e il mistero, come vivere e morire in uguale altalena dentro un presente intessuto di modernità disattenta…(…) Fra lamento e illuminazione questa voce sceglie la saggia forma del poetare per “sentirsi munito come una crisalide che tesse il proprio filo sui tappeti di squallore universale; perché spesso le piccole cose non vengono notate poiché intessute di silenzio.
Ma il poeta è creato per abitare le profondità dell’anima, là dove lui non assomiglia agli altri e per questo si verifica l’inatteso…
Dall’introduzione del Prof. Francesco Idotta:
Le liriche che compongono questo volume evocano immagini di Normalità, attraverso le quali l’autore aspira a toccare l’infinito, nel desiderio improbabile di svelare gli enigmatici aspetti del reale.
(…)
Pertanto possiamo affermare che l’opera di Musolino è un contributo al tentativo continuo dell’uomo di oltrepassare l’oblio.
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Lunedi 01 Settembre 2008
Paolo Musolino è ospite degli studi televisivi di RTV.
Trasmissione e intervista a cura della Prof.ssa Carmelina Sicari.
Lunedi 03 Novembre 2008
Il Centro Internazionale Scrittori
e l’Associazione Culturale Anassilaos
Presentano il volume
“La Presenza Nascosta della luce”
(Locandina)
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Relazione a cura della Prof.ssa Caterina Silipo
Relazione
Nella silloge “La presenza Nascosta della luce” di Paolo Musolino, cultore appassionato di letteratura classica e moderna, l’autore afferma di accostarsi alla poesia come ricerca interiore e il “conosci te stesso” di Socrate diventa la sua massima. La poesia di Paolo Musolino è una poesia ricca di inquietitudini e di malinconie, in cui l’autore afferma il suo pensiero di unomo libero ma anche l’utopia dell’uomo alla continua ricerca del senso della vita. A volte l’espressione si fa più ermetica per la densità dei pensieri, che hanno le sembianze delle onde che balzano in alto, per poi tuffarsi, senza essere,però, dissonanza di termini messsi insieme con bizzarria e privi di legami. Nelle poesie di Paolo Musolino la chiusura nell’io soggettivo soffoca e duole, la luce è nascosta e il suo itinerario poetico assume il valore di un viaggio interiore. Un viaggio che ha in vista un approdo, una catarsi. Tale catarsi si avvale delle emozioni muovendosi attraverso un linguaggio criptico ma vuole porsi al di sopra del silenzio e vuole rimuovere ogni minaccia, ogni zona d’ombra, ogni possible intralcio negativo:
“il tragitto di vita
è abbisognoso di rumore silenzioso”
Musolino ci offre il modo di leggere la sua anima, scarnificarla, di sottoporla al controllo emozionale, alla rete del vissuto.
In tale prospettiva il percorso dell’autore appare come un ritorno “un nostos” perché
“si staglia origlia muto,
il dondolio negli abissi eterei
di un continuo imperterrito divenire”
( dalla poesia “Il viaggio” )
Si nota la rerefazione del linguaggio, il lento insinuarsi della nostalgia che, per sua stessa natura, è un ritorno doloroso e indefinibile. Essa, infatti, separa da qualcosa e conduce a qualcosa ed anch’essa ha una zona buia. Ma, per movimento catartico, ci conduce ad una luce, restituendoci all’infanzia del mondo e delle cose:
“Rammento il vociare
Che fu d’antico,
rimiro spaccati
d’ulivi argentei”
(dalla poesia “Paese”)
Ci viene pertanto, in mente Cardarelli, quello delle memorie dolorose e stupefatte, che decanta i grumi sentimentali e li volge in direzione dell’aleggiante paesaggio, tra prosa d’invenzione e liricità astratta.
I versi di Musolino tentano di sconfiggere il silenzio ma il dolore esteriore chiede quiete:
“Uno strepitio
staglia il vuoto.
Un silenzio.
Si diziona la voce”
(dalla poesia “Un silenzio”)
Così, mentre le voci provenienti dall’esterno, producono turbamento, quelle interne cercano un’identità ad un approdo. La poesia di Musolino è una poesia delle ombre e della luce ( che, in fondo, sono del cosmo e della vita ).
Le ombre gli permettono di proteggere le emozioni, la luce di innalzare l’anima, filtrando ricordi ed illusioni:
“scavo con l’unghie
solo un filo d’erba
vagante nello spazio
per annodarmi
con l’ellissi
della nube e del sole”
(dalla poesia “ Io ”)
Si osserva l’insorgenza della luce, crea un’ellissi con le nubi, ed è una nascita calma, trasferita per sineddoche sull’erba.
Notiamo che emergono vibrazioni intense che scaturiscono quasi sempre dall’esplosione interiore di un’anima, che vede un continuo infiltrarsi ed accendersi di voci, con le quali colloquia: il padre, la madre, la figlia, il cosmo. Nonostante il Musolino, a volte, desideri solo la presenza dell’Ente Supremo con cui ritrovarsi e colloquiare.
Nelle sue opere si avverte la meditazione tra la tensione quotidiana dell’esistenza e l’aspirazione verso mete ideali, tra la scoperta dei limiti dell’uomo e la necessità di aprirsi alla Fede.
L’autore riflette sul meraviglioso significato della vita, sulla fragilità dell’animo umano, sul mondo caotico e frenetico, su una realtà amara, fugace, dalla quale spesso si rimane delusi, come delusi si rimane, a volte, anche da se stessi e dalle proprie scelte.
Allora si avverte il bisogno di guardarsi dentro, rifugiandosi tra mura di silenzi, per capire se si ha la forza di andare avanti, soprattutto quando ci assale la paura di combattere quei lampi di profonda tristezza, che scuotono il cuore e sembrano annientarlo.
Musolino è consapevole che la sua anima è piena di vita ed è pronta a farsi sentire:
“sarà il mio sussurro
che spezzerà
l’immane strillo”
(dalla poesia “Archetipo vitale”)
Ed è proprio allora che nel suo animo appare un bagliore di luce e Paolo Musolino è pronto ad affrontare la vita, rinvigorito di nuova forza, che è quella profonda ed intrinseca dei suoi ideali.
Egli non si pone dei limiti, perché ha la capacità di cogliere la realtà delle cose oltre il senso apparente e comune.
Così i suoi versi diventano uno straordinario inno alla vita:
“l’uragano foriero,
tuonato
in subissi di urla
dissolverà sempre
fremito di primavera
ma non potrà mai
oltraggiare la vita”
La Musa di paolo Musolino non procede per calcolo o schemi imitativi, non cerca spunti fuori di sé. Tutto quello che avviene nel processo creativo è fascinazione interiore, di chi vive il suo sogno e si esprime in conformità ad una cifra tutta personale:
Egli traccia il corso del suo divenire, della sua “ars dictandi” come i poeti che:
“non fanno rumore
quando chiacchierano
respirano urlano”
(dalla poesia “I poeti”)
L’atteggiamento di Musolino di fronte alla evoluzione della vita nel tempo, è coraggioso ma non spavaldo e arrogante.
E’ l’altra faccia della condizione dell’uomo che si compassiona!
Sotto il velame di metaforici indugi del pensiero allusivo, il Musolino rivela inconsce vibrazioni di ansiosi desideri “D’infinito”, all’interno di un tempo della vita e anche il linguaggio si adegua alle situazioni.
“in smisurati cieli
ordinatamente muoverò
assieme ai destini dell’universo”
(dalla poesia “ Infinito”)
Il tempo per Musolino corre, incalza, travolge, distrugge e tuttavia trattiene, salva e custodisce.Figure retoriche, simboli inusuali, frasi spezzate, sono la caratteristica della poesia del Musolino che con i suoi versi sussurrati invita ad amare la vita nella sua essenza di dolore e di gioia.
Qualche volta il dolore del poeta, non si piega alla mediazione più pacata dell’esplosione poetica ed esplode come effusioni d’interrogativi:
“cosa cerco
nelle ali
apocalittiche
di calabrone ?”
Una ricerca difficile, dove cose e vita sono fuse in un respiro e dove il disegno del dettato poetico, non sempre si concede dilatazioni, anzi, spesso, diventa dilapidario:
“si tratta di percepire
se della parola
la mia voce è invano”
I versi creano una fitta trama di accostamenti, di rimandi, di echi tra parola e parola, tra veso e verso e spesso si arricchiscono con neologismi:
percorso macerato, digrignato.
L’autore fa, talvolta, uso dell’anastrofe, invertendo la posizione usuale degli elementi di un sintagma: “come senile uomo”.In qualche lirica, nel tentativo di unire le percezioni sonore con quelle visive, dà origine al calligramma.
Le liriche di Musolino, eterogenei per contenuto, hanno molti pregi e bene si inseriscono in quel filone della nostra poesia contemporanea che sa coniugare la libertà delle forme metriche, con il dettato poetico.
Concludendo paolo Musolino è autore di una poesia matura,riflessiva, una poesia evoluta dialetticamente, dove la metafora gioca la tramatura ideale, per lo svolgimento di un tema di tipo esistenziale e filosofico e “La presenza nascosta della luce” è una raccolta di liriche di eccezionale caratura, per il ritmo spezzato, per la miscela di luce e buio, per i dettagli spinti al limite della significazione. Un’opera interessante ed accattivante, che si può, senz’altro, collocare nell’aria
della poesia italiana.
Prof.ssa
Caterina Silipo
“ Casinò di Sanremo ”
Le poesie, sono raccolte in un elegante classificatore e messo a disposizione dei visitatori nella sala congressi del Casinò di Sanremo
Cerimonia di premiazione
Roma, 9 dicembre 2008, ore 11,00Via Teatro Valle.
PATROCINI
*Vice Presidenza del Consiglio dei Ministri*Ministero per i Beni e le Attività culturali*Regione Lazio*Provincia di Roma*Comune di Roma Assessorato alle politiche culturali*XII Municipio*Conferenza dei rettori delle università italiane*Accademia della Crusca*Università Tor Vergata – Facoltà di Lettere*Libera Università Santissima Assunta (Lumsa) – Facoltà di Lettere*Associazione Roma Caput Mundi*Istituto Luce
GIURIA
Presidente: Gianni Letta,
Componenti giuria: Angelo Bucarelli, Corrado Calabrò ,
Rino Salvatore Cerminara, Simona Izzo
Raffaele La Capria, Mauro Miccio,
Roberto Sergio, Daniele Silvestri,
Maria Luisa Spaziani
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PREMIO LAURENTUM