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La voce del Silenzio
Poesia
(Essenziale Carme)
"…e annullarmi udendo
persino lo sfioro appena
di una semplice falena."
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Primo Premio
“Alighieri” Firenze 2003
Assonanza d’impercettibile sussulto.
Poesia.
A cosa giovi
e cosa tu ansimi.
Da quale pragmatico intelletto
proviene il singulto squarcio?
Sono io che ti ho trovato
tu forse mi hai inseguito
incalzando i selciati delle ossa
per osare dove stinti i rumori
si empiono e si vuotano.
E frughi subblimi i sobbalzi
di pallidi soffochi.
E contempli suicida
nei precipizi abbattuti
afoni d’esistenze opache.
Celebrando le stille
future bambine di sindoni senza tregua,
si moltiplicano e si annullano
incessanti le note picchiate
sul disforme manto del mondo.
Ho sorretto esistenziale il percorso precario
sospinto nel legame indissolubile del vivere.
Nei turbini impetuosi d’incapace scegliere
incredulo ho avvertito le frasi che esistono:
li ho lette ad una ad una imparandole a memoria.
Pronunzierò sentenza
nel mezzo dei giorni
quando il segnale della luna
agghinderà sugli aghi di ghiaccio
gli spettri che scortesemente vezzeggiano.
Ho appena un battito di cigli
lungo come la vita
per udire
che potrebbe mutare la scena
l’esclamazione del mio arenile.
Rimango
come Dante e Virgilio
balbuziente.
Guidato e curvato allo specchio
strillando il silenzio.
Appannato come il sole
a sventrare il grembo
dalle orge di nequizia.
Alla vedetta mi arresto
come arrendevole
è la foschia
quando fili nell’ala del vento
dipingono arazzi
che sparuti vuotano il palpito
di serena compassione.
Attendo.
Mi si chieda pure
cosa abbia io ad attendere!
Non risponderò a spiegata voce.
Non aspiro a mostrarlo il mio delirio
poiché si mischiano le ore
ad altri tempi
quando dalle tasche dei tabarri
gli ori e i talenti
sono tutti spesi a comperare
un lembo di tregua.
Cosa potrò
dare
un giorno
se sarò libero di fare…
…poesia
Silenziosa come tuono:
Un solo gemito
e tremerà il colle
vacillante della terra.
Permango così sulle alture
delle mie misere impronte
affogando
l’inerzia intollerabile del tedio
giocando con i tarocchi
al gioco dell’oracolo
ignorando volutamente
se mi perfeziono o mi sottraggo.
Ora potrei anche dormire
prestando orecchio
alle dita del cuore
gesticolate a richiamare
d’oleandri i filari scoperti,
e annullarmi udendo
persino lo sfioro appena
di una semplice falena.