Le Voci Dentro - Paolo Musolino


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La Profondità dell' amore

Archetipo vitale



"…ma
non potrà mai
oltraggiare la vita.
Lei no
non cessa…
ugualmente.”

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Tracce avvinzite
i lacci nodosi di alloro.

E’ inutile snodare
i grovigli di filo
di storcere sdegni
si tratta
di tentare d’intuire
se ho torto o ragione.

A che serve eludere
falangi provate
se le dita sono altrove
irrequiete
a frenare vapori di narici
che viandanti
schiaffeggiano
fattezze propaginose di gemme?

Non intendo
quale dei venti
innalzerà l’ora mattutina,
occulta in chissà
quale punto cardinale.
L’ago della bussola
è impazzito…
sarà freddo
poi calore
l’aria asfissiante.

L’inganno,
dal podio tiranno
come insigne Eolo
brutale sovrano,
straluna sentieri
che creati
furono chiomosi…

Ancora una volta
si tratta di stabilire
se gemere è vano
o fecondare di proprie gocce
il ventre inaridito del suolo.

Sfiderò un giorno
il lamento
quando librerò
come brezza sperdente…
Allora neppure
la mia ombra
si scorgerà
perché
sarà il mio sussurro
che sprezzerà
l’immane strillo.

Posato riecheggerò
a pentagrammi parabolici d’esistenza
dove gli spartiti
di Schubert sono ormai compiuti
a far terreno
a pesanti macigni.



Arderò me stesso
se non incresperò col rogo
le putride felci
che grondano affanno
continuo…
perenne…

L’uragano foriero
tuonato in subissi di urla
dissolverà sempre
fremito di primavera
ma
non potrà mai
oltraggiare la vita.
Lei no
non cessa…
Ugualmente.


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