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La Profondità dell' amore
IO
"A chi ospita del mio sangue
Ancora esistenza…"
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La polvere
affoga
nell’acqua violenta
della luce.
Battello dimentico dei cuori
s’alpa.
Avverto
ancora emozione…
Mi stupisco
ma
la colpa
non è mia
è
la mente
che continua a trepidare.
Cosa cerco
nelle ali apocalittiche
di calabrone?
Remano l’aria
come mare
nei cori
dell’eterna immensità.
Non conosco alcuno
a chi delle mie stille
custodisce ancora speme d’esistenza.
Cosa sono io
dunque
nello scoglio
adagiatore
D’intuiti imperfetti?
Forse
la gioia
di chi non ama.
Il delirio
di chi non sogna
La voce
di chi non parla.
Meditato solerte
sono
xilofono battente
percosso
dai martelli legnosi dell’incerto.
Scavo con l’unghie solo
un filo d’erba
vagante nello spazio
per annodarmi
con l’ellissi
della nube
e del sole…