Le Voci Dentro - Paolo Musolino


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Il mio respiro:Mia figlia

La vita mia



“…Cosa ho saputo fare?
Te, figlia mia.”

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“Forte e tenece
come catena
cingere te
per sempre
al mio cuore”




Odono le mie membra
il respiro repentino del tempo.

Della vita
di questa vita
cosa ho saputo fare?
Panegirico innalzato di
sentimenti
rimpianti
speranze…
E chissà
quanto altro ancora innalzerò
alla santa volontà…

Ti guardo
trema il mio alito
vibra
arde
al tuo sorriso.

Tra le tele di trame
annodate da malinconia
lascio una scia:
si specchia
nuova vita.
Sei l’anima mia…

Cosa ho saputo fare?
Te, figlia mia.

E si schianta
nella mente sottile un’anzia:
-Non vorrei consumarmi arso
imbevuto
da gocce di temporali
e fradicio
vedere te
esile fiore
tra le acide piogge
di selciati di timorosi ripari-.

Tenerti a me
per sempre
“avidità di egoismo più totale!”

Ma se comprendessi
quanto amore
cerchia il cuore
nelle vene del suo pulsare,
fisseresti lì
la perenne tua dimora:
non usciresti
neppure il capo.
Rimarresti
senza fine
Fulgida gemma schiusa
trine candido di sposa
nelle stille opache
del mio sudore
plasmato
a nettare mielato.

Asciugherei
per l’eternità
negli umidi sguardi
pallidi di sordido travaglio
i pantani
del mio incedere.

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