Menu principale:
La Storia nel cuore
Empirio
“…negli aridi reticoli
trafitti da universale splendore…”
--------------------------------------------------
All’altra fantasia qui mancò possa;
ma già volgea il mio delirio e il velle,
Si come rota ch’egualmente è mossa
L’amor che move il sole e l’altre stelle.
Dante Alighieri (Divina Commedia,
Paradiso, Canto XXXIII)
Aleggiano trafitte
le spire d’ombra peregrine
sul tetro battente
dell’Athos alle sospensioni eterne.
L’incedere è lugubre
annaspa spazio concentrico
a saziare antipodi
di Gerusalemme oscura.
Dov’è smarrita la Lucerna?
La visione di fiamme
resistente all’intemperie
abbandona spogliate voci nel vento;
origina cammino il lamento…
Non esiste un tempo
nella soppiatta tenebra,
impossibile un tempo finito
nel chiarore.
Il disegno è preciso istoriato sulla mano
esistente ab eterno:
Muove d’arpa
le solenni funi redentrici…
Segnato affiora un nuovo corso:
il ciclo degli squarci
negli aridi reticoli
trafitti da universale splendore.