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L' Oltragio alla vita
Apocalisse
“…resi opachi da carezze
intessute di fango e bitume.”
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Transitano vie perverse
sconosciuti sentieri di melma
i tocchi digrignati
a sete di morte.
Sono demoni
con facce di angeli
le accelerazioni folli
di taluni esseri.
Grevi magagne
scolpiscono semi
putridi e cocenti
in vergini e candide polpe
in visi ingenui di marmo
resi opachi da carezze
intessute di fango e bitume.
Madri-nature
divorano spietate
e calpestano
trucidanti le corolle miracolose
schiuse ormai da essiccate prima-vere.
Cosa germoglierà
fra gli squarci contorti
di nuda, abominevole terra?
un albero d’orrendo frutto
micidiale alienato
forsennato da bramosia inetta di vizi.
Quod Deus Avertat!
Mi sfregio magis magisque
poiché
terrificante tramuta
l’umana mente…
Nulla
proprio nulla
è
più amaro
dell’altrui cuore
che non soccorre l’inquietitudine.