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La voce del Silenzio
Infinito
"…Per questo ormai
siedo alle pendici del mattinale
e mi tacito coi miei aforismi,
coi miei concetti…"
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Leverò anche
dal distinto seggio
i piedi sudici
e forse poserò
un giorno altrove
della prua
il misero vascello disfatto.
In smisurati cieli
ordinatamente
muoverò assieme
ai destini nell’universo…
Toccherò con unghie
disfatti i sudari delle fronti,
ma neppure allora
il mio singulto tocco
cesserà d’irrorare linfa
all’immane sconforto.
L’angolo disserrato sul tetto
sarà per sorte beffarda
fin’anche sorprendente
ma
non avrò gaiezza
delle tasche finalmente piene.
A chi menzionare
all’istante il mio trionfo
se non potrò indossare
neppure uno
dei trasparenti calamai
e correre il rischio d’esser schernito ?
E mi sfiora il pensiero di perdere,
gettare all’aere mute
le lettere alfabetiche
l’a b c delle mani indovine…
Per questo ormai
siedo a rilento
alle pendici del mattinale
e mi tacito coi miei aforismi,
coi miei concetti..
Si estenderà da lì
un pensiero
e ne ascolterà
dell’altro il prorompente soffio.
Non vagheggio
nessuna folla
a tender orecchi
a questo mio divenire
ma al solo mio palpito
che indugerà
nella solitudine:
attenderà un altro battito
e il pulsare
non avrà
necessariamente fine.